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BENVENUTO DA PASTA FACIONI

Dai Grani Strampelli, Varietà Cappelli
“Dove cresceva una spiga di grano ne fece crescere due”

Nei  primi decenni  del ‘900, Rieti è stata la patria della granicoltura mondiale grazie al lavoro del grande scienziato Nazareno Strampelli. E’ proprio in questo territorio che egli avviò le sue ricerche genetiche,  che lo portarono a creare grani destinati ad ottenere importanti risultati in ogni zona agraria dell’Italia e di gran parte del mondo. Tra le tante varietà di grani Strampelli, quella più longeva è di certo il “Senatore Cappelli”, un grano duro selezionato per resistere ai climi aridi del sud e sperimentato a lungo anche in Sabina. Ad oltre un secolo dalla sua creazione,  questo cultivar duro  è ancora usato per la pastificazione e panificazione,  con non pochi apprezzamenti anche nell’alta ristorazione. In questo caso la pasta  “Senatore Cappelli “ è stata prodotta in purezza e con grani coltivati in Sabina. Notizie tratte da “Strampelli: la rivoluzione verde di Roberto Lorenzetti. Rieti, 2012”.

     

LA STORIA

Gli sforzi condotti da Nazareno Strampelli agronomo genetista precursore della “Rivoluzione Verde” realizzò decine di varietà differenti di frumento chiamate “Sementi Elette”1.  I primi studi di Nazzareno Strampelli ebbero inizio al comune di Rieti tra 1903-1904 qui sviluppò 53 ibridi diversi. L’anno successivo 112 fino ad arrivare a 134 nel 1906. Il primo risultato di rilievo di Strampelli nel 1905 fu il grano Carlotta dedicato alla moglie. Questa varietà era un incrocio tra il “Rieti” e” Massy”  francese  caratterizzata da elevata elasticità dei fusti e una produttività superiore di 5-7 quintali per ettaro alla media dell’epoca. Qui a partire dal 1907 Strampelli incrociò i grani duri autoctoni del sud Italia e delle isole provenienti da altri paesi del Mediterraneo ottenendo nel 1915 il grano Cappelli. Il grano Cappelli dedicato al marchese abruzzese Raffaele Cappelli, senatore del Regno d’Italia, che, negli ultimi anni dell’Ottocento, assieme al fratello Antonio, aveva avviato le trasformazioni agrarie in Puglia sostenne Strampelli nella sua attività, mettendogli a disposizione campi sperimentali, laboratori ed altre risorse.

Il grano Cappelli ebbe grande  successo grazie alla sua larga adattabilità, alla sua rusticità ed alla eccellente qualità della sua semola. L’introduzione di questa cultivar determinò l’aumento delle rese medie nel 1920. Nel 1923, Strampelli presentò alla “Esposizione di Agricoltura, Industria ed Arti applicate”2 di Roma 35 nuove varietà di grano. In questo periodo, a partire dal “Rieti”, sviluppò una varietà incrociata con la segale, dando vita al grano “Terminillo”. Il Terminillo era resistente alla più diffusa malattia dell’epoca, la ruggine, ed era adatto alle coltivazioni in montagna. Al contrario di altri grani creati con lo stesso procedimento, non era sterile e quindi offriva un prodotto efficace dal punto di vista commerciale3. Nel 1939 a Rieti il 90% del frumento coltivato  era della “Specie Eletta” di Strampelli;  l’obiettivo del genetista fu la  varietà in grado di rispondere ai tre principali flagelli che si abbattevano sulle coltivazioni cerealicole del tempo: ruggine, allettamento, stretta, causata da siccità. La diffusione del grano duro  Senatore Cappelli  si estese sino al 1975 per poi vedere scemare la sua diffusione fino al 1991 quando ne fu gradualmente ripreso l’uso4, oggi viene coltivato nella piana del Terminillo a Rieti da Stefano Facioni  lì dove nacquero le “Sementi  Elette”.

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